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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Valore aggiunto settoriale
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Valore aggiunto settoriale

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anni 2008-2010
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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valore aggiunto settoriale

Valore aggiunto ai prezzi di base nelle maggiori economie Uem. Totale e macrobranche; numeri indice base 2000=100 e variazioni in punti percentuali
Fonte Eurostat

L'economia italiana è quella cresciuta meno in ambito europeo nell'ultimo decennio, con un tasso medio annuo dello 0,2 per cento, contro l'1,3 per l'Ue e l'1,1 per l'Uem. Il divario con le altre maggiori economie europee si è allargato nel corso della crisi e della successiva fase di ripresa, in tutte le macro-branche d'attività. La caduta del valore aggiunto aggregato, molto marcata in Italia e Germania nel corso della crisi, trova un corrispettivo nel calo drammatico del settore industriale, in ragione della vocazione manifatturiera di entrambi i paesi. In Italia, tuttavia, la ripresa è stata comparativamente meno rapida e nell'ultimo trimestre del 2010 si è registrata una nuova battuta d'arresto. Nel settore delle costruzioni, l'attività ha continuato a contrarsi in tutti i paesi europei ad eccezione del Regno Unito. L'Italia ha subito la flessione comparativamente più ampia nell'aggregato dei servizi distributivi, di trasporto e comunicazione, mentre è stata relativamente meno toccata dalla caduta delle attività finanziarie; in entrambi i casi il recupero è stato solo parziale e, alla fine del 2010, il nostro paese occupava l'ultima posizione, insieme con il Regno Unito. Il comparto della pubblica amministrazione, infine, grazie alle misure di contrasto poste in essere dai governi nazionali, è l'unico ad avere mantenuto una tendenza leggermente positiva nel corso della recessione in tutte le cinque grandi economie europee, ma più limitato nel nostro Paese, in ragione dei più stringenti vincoli di finanza pubblica.



L'indicatore

II livelli dell'anno 2000 per ogni settore e in ciascun paese sono stati posti uguali a cento. Nella parte bassa della figura si misura l'ampiezza in termini percentuali delle fluttuazioni del valore aggiunto dal primo trimestre 2008 all'ultimo 2010, scomponendo il periodo nelle due fasi di recessione e ripresa.



Definizioni

Il valore aggiunto registra la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per impieghi finali. È definito come differenza tra il valore della produzione di beni e servizi conseguita dalle singole branche produttive e di quelli consumati (materie prime e ausiliarie impiegate e servizi forniti da altre unità produttive). Corrisponde alla somma delle remunerazioni dei fattori produttivi. Può essere calcolato a prezzi base (al netto delle imposte e al lordo dei contributi sui prodotti), ai prezzi del produttore, o al costo dei fattori (Sistema europeo dei conti, Sec95).

Grafico e dati (xls 720 kbyte)
 

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