Istat.it venerdì 26 maggio 2017, ore 17:01 
  Home   separatore grafico   L'Istituto   separatore grafico   Sala stampa   separatore grafico   Dati e prodotti   separatore grafico   Servizi   separatore grafico   Strumenti   separatore grafico   Censimenti   decorazione grafica
decorazione grafica vai al nuovo www.istat.it  freccia
Dati e prodotti
Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : La dinamica della produttività
Stampa il testo Ingrandisci il testo

La dinamica della produttività

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anni 2001-2010
Pubblicato il: 26 maggio 2011
freccia sinistra sfoglia i grafici freccia destra

dinamica produttività

La dinamica della produttività in Italia, nei paesi Ue e negli Stati Uniti.(a) Variazioni percentuali medie annue di periodo
Fonte Elaborazione su dati Eurostat
(a) Valore aggiunto per ora lavorata; per Belgio, Francia, Malta, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Slovenia, Repubblica Ceca la variazione 2010/2009 è stata computata sul valore aggiunto per addetto.

Alla crescita modesta della produzione ha corrisposto una forte capacità dell’economia italiana di generare occupazione, grazie all’effetto congiunto delle riforme del mercato e dello sviluppo di attività a maggior intensità lavorativa. Sotto il profilo della performance economica, ciò significa che nel corso dell’ultimo decennio l’economia italiana ha perso terreno in termini di produttività, cioè della quantità di valore aggiunto creata per unità di lavoro impiegata. La produttività del lavoro, cresciuta moderatamente solo nel biennio 2006-2007, è caduta del 3,6 per cento nel biennio successivo, segnando lo scorso anno un recupero del 2,2 per cento, che ne ha riportato il livello appena al di sotto di quello del 2000. Di conseguenza, l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria dell’Ue per la dinamica della produttività, sia nel periodo 2001-2007 sia nel decennio 2001-2010. La dinamica complessivamente stagnante della produttività che ha caratterizzato l’ultimo decennio ha costituito un limite naturale all’espansione del potere d’acquisto e, quindi, dei consumi. D’altro canto, essa ha causato un aumento comparativamente più forte del costo del lavoro per unità di prodotto rispetto agli altri paesi, peggiorando la competitività dei prodotti italiani. All’indomani di una caduta ciclica di eccezionale ampiezza come quella sperimentata nel biennio 2008-2009, i ritardi di aggiustamento nell’occupazione spiegano perché, nella maggioranza dei paesi europei, tra cui l’Italia, il livello medio di produttività oraria nel 2010 sia inferiore a quello del 2007.



L'indicatore

La dinamica della produttività del lavoro (definita come valore aggiunto per ora lavorata) è misurata prendendo a riferimento i livelli del 2007 e del 2010 a confronto con il livello del 2000, in termini di tassi medi annui di variazione.



Definizioni

La produttività è il rapporto tra la quantità o il valore del prodotto ottenuto e la quantità di uno o più fattori, richiesti per la sua produzione. Può essere calcolata rispetto a uno dei fattori che concorrono alla produzione: lavoro, capitale e input intermedi (produttività parziale), o si può costruire un indicatore che tenga conto contemporaneamente di tutti i fattori utilizzati, della loro combinazione e dei loro legami (produttività globale o totale dei fattori). In particolare, la produttività del lavoro è il rapporto tra l'intero valore della produzione realizzata – di solito misurato come valore aggiunto, al netto dei costi degli input intermedi – e la quantità di lavoro impiegato nella produzione, che può essere espressa come numero di occupati (valore aggiunto per addetto), unità di lavoro a tempo pieno oppure ore lavorate.

Grafico e dati (xls 372 kbyte)
 

webinfo
disclaimer - copyright - privacy

Istat - Istituto nazionale di statistica
Via Cesare Balbo 16 00184 - Roma tel. +39 06 46731