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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Occupazione atipica dei giovani
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Permanenze e transizioni dall’occupazione atipica dei giovani

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: I trimestre 2007 – I trimestre 2010
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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occupazione atipica dei giovani

Permanenze e flussi in uscita dall'occupazione atipica 18-29 anni. Composizioni percentuali
Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

In base ai dati longitudinali dell’indagine sulle forze di lavoro, nella popolazione tra 18 e 29 anni la probabilità di passare da un lavoro atipico a uno standard si riduce: ogni 100 giovani con un contratto atipico nel primo trimestre 2009, circa 16 hanno un lavoro standard dopo un anno (erano 26 tra il 2007 e il 2008). Per altro verso, la condizione di precarietà si è diffusa: l’incidenza dei giovani che conservano un lavoro temporaneo dopo un anno è salita dal 53,3 del 2008 al 60,1 per cento del 2010. In definitiva, tra i giovani non solo si è ulteriormente contratto il flusso di ingresso nell’occupazione, ma è andata scemando la possibilità di transitare verso una condizione di maggiore stabilità lavorativa.



L'indicatore

All'evoluzione dei dati di stock sull’occupazione si possono affiancare quelli di flusso, indispensabili per la comprensione degli eventuali mutamenti intervenuti nella permanenza, nei cambiamenti di stato occupazionale e nelle uscite verso la non occupazione. Per ogni 100 occupati atipici in un determinato trimestre l'indicatore dà conto di quanti a distanza di dodici mesi sono rimasti nella stessa condizione, sono transitati verso altre forme di lavoro o verso la non occupazione.
Componente longitudinale della rilevazione sulle forze di lavoro. Informazioni raccolte sugli stessi individui in diversi momenti temporali, che consente di individuare le permanenze nella stessa condizione nonché le transizioni in entrata e in uscita dai diversi "stati". In questo specifico caso si analizzano le probabilità di transizione di persone che, all'inizio del periodo, erano occupate con un lavoro atipico e a fine periodo possono essere rimaste nella condizione iniziale, avere trovato un'occupazione standard o parzialmente standard o essere usciti dall’occupazione.



Definizioni

Occupati standard. Dipendenti a tempo pieno con un lavoro a tempo indeterminato e autonomi con un regime orario full time.
Occupazti parzialmente standard. Occupati che svolgono il lavoro con un orario ridotto, sia dipendenti con un lavoro a tempo indeterminato sia autonomi.
Occupati atipici. Comprende i dipendenti a termine, i collaboratori (con o senza progetto) e i prestatori d'opera occasionali, tutti contraddistinti dalla temporaneità del lavoro, a prescindere dalla tipologia d’orario.
Non occupazione. Comprende sia le persone in cerca di occupazione che gli inattivi.

Grafico e dati (xls 397 kbyte)
 

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