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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Effetti della crisi sulla occupazione
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Effetti della crisi sulla qualità dell’occupazione

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anni 2009-2010
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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Effetti della crisi sulla occupazione

Occupati per sesso e professione. Variazioni tendenziali assolute in migliaia di unità
Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

Nel 2010, la flessione complessiva dell’occupazione osservata nel 2010 (-0,7 per cento, pari a -153 mila unità) è sintesi di andamenti diferenziati per professione. Alla caduta tendenziale delle professioni qualificate e tecniche (-251 mila unità) e degli operai specializzati (-109 mila unità) si è contrapposto l’incremento delle professioni non qualificate (+130 mila unità), insieme a quello delle professioni esecutive del lavoro di ufficio e degli addetti al commercio e ai servizi (+94 mila unità). Per la componente femminile la sostanziale stabilità totale dell’occupazione si è tradotta in un incremento della segregazione di genere: soprattutto per le donne è diminuita l’occupazione qualificata, tecnica e operaia, mentre è aumentata quella non qualificata (+108 mila unità). Si tratta in gran parte di italiane impiegate nei servizi di pulizia a imprese ed enti e di collaboratrici domestiche e assistenti familiari straniere. L’aumento delle occasioni di lavoro a bassa specializzazione ha caratterizzato anche la sfera del lavoro impiegatizio, dove alla crescita delle impiegate amministrative si è aggiunta quella delle addette ai call center. Paradossalmente, la creazione di nuova occupazione nei servizi ad alta intensità di lavoro e a bassa qualificazione ha avvantaggiato il lavoro femminile. A motivo della crescita della segregazione in questo segmento del mercato del lavoro, le donne arrivano a rappresentare il 52 per cento degli occupati dei servizi alla persona e la quasi totalità di quelli domestici alle famiglie.



L'indicatore

Il grafico riporta le variazioni dell’occupazione distinte per genere e grande gruppo professionale. La differenza di genere continua a caratterizzare i risultati occupazionali, nonostante i progressi delle donne nel mercato del lavoro. I dati sono espressi in termini di variazioni tendenziali assolute (in migliaia di unità) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I dati elaborati sono al netto delle forze armate. La classificazione delle professioni è la CP2001, che riconduce tutte le professioni esistenti nel mercato del lavoro all'interno di un numero limitato di raggruppamenti professionali, il grande gruppo professionale.



Definizioni

Professioni: secondo Secondo la CP2001 una professione è un complesso di attività lavorative concrete, unitarie rispetto all'individuo che le svolge, che richiama, a vari livelli, statuti, conoscenze, competenze, identità e sistemi di relazione.

Grafico e dati (xls 404 kbyte)
 

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