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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Famiglie che ricevono aiuti informali
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Famiglie che ricevono aiuti informali

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anni 1983 e 2009
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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Famiglie che ricevono aiuti informali

Famiglie che ricevono aiuti informali (a) per tipologia. Valori percentuali per 100 famiglie con le stesse caratteristiche
Fonte: Istat, Indagine sulle strutture ed i comportamenti familiari, Indagine multiscopo sulle famiglie: Famiglia e soggetti sociali.
(a) Nel 1983 non venivano rilevati gli aiuti nello studio, quindi i valori per il 2009 escludono questo tipo di aiuti

In poco più di venticinque anni, le persone coinvolte nelle reti di solidarietà sono aumentate in misura significativa: la quota di individui che forniscono almeno un aiuto (care giver) passa, infatti, dal 20,8 per cento del 1983 al 26,8 per cento del 2009. Nello stesso periodo, nonostante il considerevole incremento di popolazione anziana e molto anziana, si riducono di molto le famiglie che beneficiano del supporto delle reti di aiuto informale (dal 23,3 per cento del 1983 al 16,9 del 2009). Più care giver, dunque, raggiungono meno famiglie. Cambiano profondamente anche le direttrici dei flussi di aiuto: nel 1983 ai primi posti della graduatoria delle famiglie più aiutate dalla rete informale si collocavano le famiglie con individui ultraottantenni (35,5 per cento), mentre le famiglie con un bambino con meno di 14 anni e madre occupata si trovavano solamente al quinto posto. Nel 2009, al contrario, è proprio quest’ultimo tipo di famiglia a guadagnare la prima posizione (37,5 per cento), mentre le famiglie con almeno un anziano di 80 anni e più scendono al terzo posto della graduatoria (26,3 per cento). Le donne, sempre più sovraccariche per il numero di ore di lavoro familiare all’interno del proprio nucleo, condividono di più l’aiuto con altre persone e diminuiscono il tempo mediamente dedicato agli aiuti (da 37,3 nel 1998 a 31,1 ore al mese nel 2009). Diminuisce anche il tempo che gli uomini dedicano agli aiuti (da 26,4 a 21,5 ore al mese).



L'indicatore

L’analisi delle reti di aiuto informale permette di identificare la direzione e l’intensità dei flussi di aiuto tra le famiglie. Il grafico esamina la quota di famiglie che hanno ricevuto aiuti informali nell’arco delle quattro settimane precedenti l’intervista per due tipologie familiari e per il totale delle famiglie. Nel 1983 non venivano rilevati gli aiuti nello studio, sotto forma di cibo, vestiario o altro quindi, a scopi comparativi, tali valori non vengono considerati per il 2009.



Definizioni

Aiuti informali. Includono gli aiuti prestati, a titolo gratuito, dalle persone di 14 anni e più (care giver) nelle quattro settimane precedenti l’intervista e rivolti a persone non coabitanti (parenti e non). Dal 1983 vengono rilevati gli aiuti di tipo economico, per prestazioni sanitarie, assistenza di adulti o di bambini, attività domestiche, compagnia accompagnamento e ospitalità, espletamento di pratiche burocratiche e lavoro extradomestico. Inoltre dal 1998 si rilevano anche gli aiuti per studio e dal 2003 anche quelli per cibo, vestiario e di altro tipo.

Grafico e dati (xls 387 kbyte)
 

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