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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Spesa sociale per funzioni
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Spesa sociale per funzioni

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anno 2008
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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Spesa sociale per funzioni

Struttura della spesa sociale per funzioni nell’Ue15, Ue27 e in Italia. Valori percentuali
Fonte: Eurostat, ESSPROS database

La composizione della spesa per la protezione sociale per funzioni mette in luce che nei paesi Ue la quota maggiore di risorse, il 39,1 per cento, è destinata ai trasferimenti monetari di tipo pensionistico e alle prestazioni in natura per l’assistenza agli anziani (ad esempio per strutture residenziali, servizi di assistenza familiare etc.). Inoltre, la spesa per le pensioni ai familiari superstiti raggiunge nell’Ue il 6,2 per cento del totale. In Italia queste due funzioni assorbono quote ancora più rilevanti, il 51,3 per cento per i trasferimenti pensionistici e le prestazioni in natura a favore degli anziani e il 9,4 per cento per le pensioni ai familiari superstiti. L’Italia, rispetto a quasi tutti gli altri paesi Ue, destina risorse residuali alle funzioni di protezione sociale dedicate all’esclusione sociale, alla disoccupazione, alle famiglia e alle persone con disabilità. In particolare si colloca all’ultimo posto (0,2 per cento rispetto alla media Ue pari all’1,4 per cento) per le risorse destinate al sostegno al reddito, alle misure di contrasto alla povertà o alle prestazioni in natura a favore di persone a rischio di esclusione sociale. Al sostegno per la disoccupazione e alle politiche attive per il lavoro è allocato solo l’1,9 per cento della spesa, contro il 5,2 per cento dell’Europa. Per la famiglia il nostro sistema di protezione sociale impiega solo il 4,7 per cento della spesa, quota che ci colloca al penultimo posto della graduatoria Ue. Le persone con disabilità possono contare su meno del 6 per cento delle risorse complessive per trasferimenti e servizi in loro favore; tale quota ci colloca al 23esimo posto in Europa. Il nostro Paese si colloca al di sotto della media europea anche per la percentuale di spesa dedicata alla sanità, per i trasferimenti monetari in caso di malattia o infortunio. Tale ultima funzione assorbe il 26,4 per cento delle risorse, contro il 29,7 per cento del resto dei Paesi europei.



L'indicatore

Il grafico rappresenta le quote di spesa destinate alle diverse funzioni di protezione sociale secondo la classificazione Esspross nei paesi Ue e in Italia.



Definizioni

Il Sistema europeo delle statistiche integrate della protezione sociale (Sespros96), coerentemente con il Sistema europeo dei conti nazionali (Sec95), definisce la spesa per la protezione sociale come i costi a carico di organismi pubblici o privati per l’insieme degli interventi intesi a sollevare le famiglie dall’insorgere di rischi o bisogni, purché ciò avvenga in assenza, da parte dei beneficiari, sia di una contropartita equivalente e simultanea, sia di polizze assicurative. Le funzioni o rischi sono: “malattia/salute”; “invalidità”; “vecchiaia”; “superstiti”; “famiglia, maternità e infanzia”; “disoccupazione”; “abitazione”; “altre tipologie di esclusione sociale” (formazione per il reinserimento nel mercato del lavoro, abitazioni, misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale). Nel complesso, la spesa per la protezione sociale comprende le spese per: prestazioni di protezione sociale; servizi amministrativi; trasferimenti agli Enti delle Amministrazioni pubbliche, alle Istituzioni senza scopo di lucro e alle famiglie; interessi passivi. Per l’analisi nazionale sono considerate le sole spese per prestazioni di protezione sociale.

Grafico e dati (xls 27 kbyte)
 

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