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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Spesa per servizi sociali dei comuni
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Spesa per interventi e servizi sociali dei comuni

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anno 2008
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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Spesa per servizi sociali dei comuni

Spesa per interventi e servizi sociali dei comuni singoli e associati per regione. Valori pro capite
Fonte: Interventi e servizi sociali dei comuni singoli o associati

La spesa per i servizi sociali offerti dai Comuni è finalizzata al sostegno delle famiglie in condizioni di bisogno per la crescita dei figli, per l’assistenza agli anziani e ai disabili, la spesa è inoltre rivolta a fornire un aiuto a fronte di condizioni di povertà e ai problemi correlati all’immigrazione. Nel 2008 la spesa pubblica complessiva dei Comuni è stata di 6,7 miliardi di euro, un ammontare molto contenuto se si pensa che in termini pro capite consiste in 111 euro annui. Anche la dinamica temporale è assai contenuta, visto che dal 2003 la quota della ricchezza nazionale allocata per tali funzioni è passata dallo 0,38 allo 0,42 per cento del 2008, pari ad un aumento pro capite, calcolato a prezzi costanti, di soli 8 euro. Il welfare locale appare fortemente sperequato a livello territoriale: si passa da una spesa pro capite di 280 euro nella provincia di Trento a 30 euro in Calabria. Al di sotto del valore medio nazionale si collocano tutte le regioni del Mezzogiorno, a eccezione della Sardegna. I cittadini residenti nelle regioni del Sud ricevono dai Comuni, sotto forma di interventi e servizi sociali, circa un terzo delle risorse erogate al Nord-est. L’analisi delle variazioni osservate tra il 2003 e il 2008 sottolinea la mancanza di un processo di convergenza tra le Regioni, rivolto al raggiungimento di un maggiore equilibrio delle risorse disponibili a livello territoriale. D’altra parte, la composizione del finanziamento della spesa mette in luce come nelle regioni del Centro-Nord sia maggiore la quota di entrate proprie, legate alla ricchezza locale, e minore quella legata ai trasferimenti statali e regionali, più a rischio di tagli in presenza di crisi finanziarie: 70,8 per cento nelle regioni del Nord-ovest, oltre il 61 per cento nel Nord-est e regioni centrali; 47,7 per cento nelle regione del Sud e 41,2 nelle Isole; mentre nelle regioni del Mezzogiorno prevalgono i trasferimenti statali e regionali: 53,8 per cento nelle Isole e 39 nelle regioni del Sud; 31,1 per cento nel Nord-est, 26,7 nel Centro e 22,7 nelle regioni del Nord-ovest.



L'indicatore

Il grafico rappresenta la spesa pro capite impegnata dai Comuni, singoli o associati, per gli interventi e i servizi sociali. La legge quadro n. 328 del 2000 prevede che i Comuni siano titolari della gestione di interventi e servizi socio-assistenziali a favore dei cittadini, gestione che viene esercitata singolarmente o in forma associata fra comuni limitrofi, in attuazione dei piani sociali di zona e regionali, definiti da ciascuna Regione nell’esercizio delle proprie funzioni di programmazione. Le principali aree di utenza sono: Anziani, famiglie e minori, disabili, dipendenze, immigrati e nomadi, povertà e disagio sociale.



Definizioni

Per spesa si intende la componente pubblica della spesa socio-assistenziale erogata a livello locale dai comuni e da varie forme associative fra comuni limitrofi. A livello contabile si definisce come spesa in conto corrente di competenza, impegnata per l’erogazione di servizi e interventi socio-assistenziali nell’anno di riferimento da parte di comuni e associazioni di comuni, al netto della compartecipazione da parte degli utenti e del Servizio sanitario nazionale.

Grafico e dati (xls 397 kbyte)
 

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