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Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Obiettivi Europa 2020 e situazione dell’Italia
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Obiettivi Europa 2020 e situazione dell’Italia

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anno 2009
Pubblicato il: 27 maggio 2011
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Obiettivi Europa 2020 e situazione dell’Italia

Distanza dell’Italia dal raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020 (a) Composizioni percentuali
Fonte: Elaborazione Istat su dati Eurostat
(a) Per la rappresentazione dell'indicatore relativo all'obiettivo "povertà", che nella Strategia Europa 2020 prevede come valore aggregato Ue una riduzione di 20 milioni di persone a rischio di povertà ed esclusione, è stata utilizzata la quota assegnata all'Italia dal Pnr che prevede una riduzione di 2,2 milioni di persone
(b) Anno 2008

La Strategia Europa 2020 sostituisce quella di Lisbona nel delineare le grandi direttrici politiche per stimolare lo sviluppo e l’occupazione nell’Ue. Il modello di crescita adottato è: “intelligente”, (perché basato su ricerca , innovazione, istruzione), “inclusivo” (i target sono occupazione e lotta alla povertà), e “sostenibile” (contenimento delle emissioni, nuove fonti di energia, migliore efficienza energetica). La nuova Strategia si differenzia dalla precedente per aspetti importanti: la Commissione europea, non ha solo ha il compito di monitorare i progressi dei singoli Stati, ma ha anche la facoltà di produrre raccomandazioni e censure politiche, qualora i miglioramenti non risultassero soddisfacenti. Le azioni di indirizzo e monitoraggio per il raggiungimento dei target, si basano su sistemi di indicatori, attraverso i quali è possibile articolare i piani nazionali, posizionare ciascun paese rispetto alle grandezze obiettivo, valutare periodicamente i progressi fatti e, ove necessario, ridefinire gli obiettivi. Il successo complessivo della Strategia dipende dagli obiettivi adottati dai singoli Stati membri.



L'indicatore

Gli indicatori, sui quali la Strategia fissa gli obiettivi e svolge il monitoraggio sono cinque: ricerca e sviluppo: spesa in R&S pari al 3 per cento del Pil; capitale umano: riduzione degli abbandoni scolastici sotto il 10 per cento e incremento al 40 per cento dei 30 e i 34 anni con istruzione universitaria o equivalente; occupazione: tasso del 75 per cento per la popolazione tra i 20 e i 64 anni; povertà o esclusione sociale: uscita da questa condizione di 20 milioni di persone; energia e ambiente: riduzione del 20 per cento le emissioni di gas serra rispetto al 1990; incremento al 20 per cento la quota delle fonti rinnovabili sul consumo finale interno lordo di energia; miglioramento del 20 per cento dell’efficienza energetica. La distanza dell’Italia dal raggiungimento dei target della Strategia in base all’attuale posizione nazionale (rappresentata in figura) mostra le maggiori criticità nei settori più legati alla competitività, messe in evidenza dagli indicatori di ricerca e sviluppo, dell’istruzione superiore e degli abbandoni scolastici. Distante anche l’obiettivo fissato relativamente all’impiego di energia da fonte rinnovabile.



Definizioni

Spesa in ricerca e sviluppo La spesa per attività di ricerca scientifica e sviluppo sperimentale (R&S) svolta da istituzioni pubbliche, istituzioni private nonprofit, imprese e università, definita dal Manuale di Frascati dell’Ocse come quel complesso di lavori creativi intrapresi in modo sistematico sia per accrescere l’insieme delle conoscenze (inclusa la conoscenza dell’uomo, della cultura e della società), sia per utilizzare tali conoscenze in nuove applicazioni.

Prodotto interno lordo Il risultato finale dell'attività di produzione delle unità produttrici residenti. Corrisponde alla produzione totale di beni e servizi dell'economia, diminuita dei consumi intermedi e aumentata dell'Iva gravante e delle imposte indirette sulle importazioni. È' altresì pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica, aumentata delle imposte sui prodotti (compresa l'Iva e le imposte sulle importazioni), al netto dei contributi ai prodotti. (Sistema europeo dei conti, Sec95)

Istruzione terziaria Corsi di studio cui si può accedere dopo la conclusione di un corso di scuola secondaria di secondo grado. Può essere di tipo universitario (corsi di laurea e di diploma) o non universitario (corsi di formazione professionale post-diploma, alta formazione artistica e musicale eccetera).

Early school leavers Giovani di 18-24 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito un titolo superiore al livello 3C short. Nel contesto nazionale l’indicatore è definito come la percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e che non frequenta corsi scolastici né svolge attività formative.

Tasso di occupazione dei 20-64enni Si ottiene dal rapporto tra gli occupati tra i 15 e i 64 anni e la popolazione della stessa classe di età per cento. Secondo l’indagine sulle forze di lavoro, armonizzata a livello europeo, una persona è definita occupata se, nella settimana di riferimento, ha svolto almeno un’ora di lavoro oppure è stata assente dal lavoro (ad esempio per ferie, malattia, cassa integrazione), ma ha mantenuto il posto di lavoro o l’attività autonoma.

Persone a rischio di povertà o esclusione La quota di persone (sul totale della popolazione) che sperimentano almeno una condizione tra: situazione di grave deprivazione materiale (cioè persone che vivono in famiglie che dichiarano almeno quattro deprivazioni su nove tra: 1) non riuscire a sostenere spese impreviste, 2) avere arretrati nei pagamenti (mutuo, affitto, bollette, debiti diversi dal mutuo); non potersi permettere 3) una settimana di ferie lontano da casa in un anno 4) un pasto adeguato (proteico) almeno ogni due giorni, 5) di riscaldare adeguatamente l’abitazione; non potersi permettere l’acquisto di 6) una lavatrice, 7) un televisione a colori, 8) un telefono o 9) un’automobile); rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali (cioè persone che vivono in famiglie con un reddito equivalente inferiore al 60 per cento del reddito equivalente mediano disponibile, dopo i trasferimenti sociali); appartenenza a famiglie a intensità lavorativa molto bassa (cioè persone con meno di 60 anni che vivono in famiglie dove gli adulti, nell’anno precedente, hanno lavorato per meno del 20 per cento del loro potenziale).

Gas serra Sono gas atmosferici, come l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O) che permettono alle radiazioni solari di passare attraverso l’atmosfera e ostacolano il passaggio verso lo spazio di parte delle radiazioni infrarosse provenienti dalla superficie della terra, contribuendo in tal modo al riscaldamento del pianeta. Ognuno di tali gas ha un proprio potenziale di riscaldamento specifico. Per calcolare le emissioni complessive ad effetto serra, le quantità relative alle emissioni dei singoli inquinanti vengono convertite in “tonnellate di CO2 equivalente”, ottenute moltiplicando le emissioni di ogni gas per il proprio potenziale di riscaldamento – Global warming potential (Gwp) – espresso in rapporto al potenziale di riscaldamento dell'anidride carbonica. A tal fine sono applicati i seguenti coefficienti: 1 per CO2; 310 per N2O; 21 per CH4.

Energie rinnovabili Fonti energetiche non fossili generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future., Sono dunque generalmente considerate "fonti di energia rinnovabile" quelle eolica, solare, geotermica, aerotermica, idrotermica, l'energia oceanica, idroelettrica, la biomassa, i gas di discarica, i gas residuati dai processi di depurazione e i biogas.

Grafico e dati (xls 2.445 kbyte)
vedi anche

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/
page/portal/europe_2020_indicators/headline_indicators

http://ec.europa.eu/europe2020/index_en.htm

 

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