Istat.it mercoledì 24 maggio 2017, ore 04:25 
  Home   separatore grafico   L'Istituto   separatore grafico   Sala stampa   separatore grafico   Dati e prodotti   separatore grafico   Servizi   separatore grafico   Strumenti   separatore grafico   Censimenti   decorazione grafica
decorazione grafica vai al nuovo www.istat.it  freccia
Dati e prodotti
Home : Dati e prodotti : Catalogo : : 30 grafici : Riduzione dell'abbandono scolastico
Stampa il testo Ingrandisci il testo

Riduzione dell'abbandono scolastico

economia italiana

sistema
delle imprese

mercato
del lavoro

difficoltà delle famiglie

Europa 2020
Periodo di riferimento: Anno 2010
Pubblicato il: 27 maggio 2011
freccia sinistra sfoglia i grafici freccia destra

Riduzione dell’abbandono scolastico

Giovani che abbandonano prematuramente gli studi (Esl) per sesso e regione Valori percentuali
Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

La Strategia Europa 2020 fissa al 10 per cento il livello entro il quale dovrebbero essere contenuti gli abbandoni scolastici prematuri. Il fenomeno riguarda tutti i paesi dell’Unione europea e colpisce più la popolazione maschile che quella femminile (16,3 per cento per i primi e 12,5 per le seconde), ma otto paesi sono già al di sotto del traguardo fissato per il 2020 e per altri tredici l’incidenza è inferiore al 15 per cento. In questo campo il nostro Paese, che ha fissato nel Programma nazionale di un livello obiettivo tra il 15 e il 16 per cento, mostra un graduale miglioramento, con una riduzione di oltre 3,5 punti percentuali negli ultimi cinque anni, la quale ha portato nel 2009 l’indicatore al 19,2 per cento, un livello doppio di quello obiettivo. Si tratta di circa 800 mila persone tra i 18 e i 24 anni, di cui il 60 per cento maschi. Per i giovani stranieri il tasso di abbandono è del 43,8 per cento, a fronte di un valore del 16,4 per cento dei coetanei italiani. Il fenomeno ha effetti negativi sull’occupazione (solo il 46,4 per cento dei giovani che hanno abbandonato prematuramente gli studi ha un lavoro) e sulla mobilità sociale, in quanto sugli abbandoni precoci pesa un livello d’istruzione dei genitori più basso, che in questo modo si perpetua generazione dopo generazione.



L'indicatore

Il fenomeno dell’abbandono caratterizza in maniera gravosa il Mezzogiorno, con un’incidenza particolarmente elevata in Sicilia, dove più di un quarto dei giovani lascia la scuola con al più la licenza media. Incidenze superiori al 23 per cento si registrano anche in Sardegna, Puglia e Campania, ma quote elevate di abbandoni si riscontrano anche in alcune aree del Nord-ovest (soprattutto in Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte). Più in linea con il traguardo europeo del 2020 appare il Nord-est, con un tasso di abbandono scolastico intorno al 12 per cento nella provincia autonoma di Trento e in Friuli-Venezia Giulia. Tutte le regioni registrano nel quinquennio 2005-2010 una contrazione, più o meno evidente, nell’incidenza degli abbandoni precoci, con la sola eccezione della Toscana. Nel Centro-Nord le regioni più virtuose sono state Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, provincia di Bolzano e Marche, ma i progressi registrati hanno riguardato in misura rilevante soprattutto le regioni del Mezzogiorno (ricordiamo che il contenimento degli abbandoni scolastici e formativi nelle regioni meridionali è tra gli obiettivi considerati nel Quadro strategico nazionale per la politica di sviluppo regionale 2007-2013). Le dinamiche del periodo d’osservazione registrano, inoltre, un diverso comportamento di genere. Le maggiori discrepanze riguardano la Toscana, dove gli abbandoni precoci maschili sono in diminuzione, ma quelli femminili in crescita; l’Umbria e la Calabria, dove il contributo alla riduzione è prevalentemente femminile; e infine la Puglia, dove il tasso di abbandono mostra una discesa decisamente più sostenuta per le giovani donne (-8,4 punti percentuali contro i -3,5 per gli uomini).



Definizioni

Giovani che abbandonano precocemente gli studi (Early school leavers) Giovani di 18-24 anni che hanno abbandonato gli studi senza aver conseguito un titolo superiore al livello 3C short. Nel contesto nazionale l’indicatore è definito come la percentuale della popolazione in età 18-24 anni con al più la licenza media, che non ha concluso un corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione di durata superiore ai 2 anni e che non frequenta corsi scolastici né svolge attività formative.

Grafico e dati (xls 2.462 kbyte)
 

webinfo
disclaimer - copyright - privacy

Istat - Istituto nazionale di statistica
Via Cesare Balbo 16 00184 - Roma tel. +39 06 46731