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Periodo di riferimento: Anno 2002
Diffuso il: 2005-11-07
L’Istat diffonde alcune tavole con
i dati definitivi dell’indagine sulle cause di morte relativa all’anno
2002 i cui risultati saranno interamente pubblicati, oltre che su questo
sito, sui volumi “Cause di morte” e “Decessi: caratteristiche
demografiche e sociali” della collana Annuari in corso di stampa.
Attualmente sono anche disponibili su floppy disk dei file di riepilogo
con le principali informazioni sui decessi avvenuti in Italia nel 2002
da richiedere al Centro diffusione dati.
Inoltre presso la sede centrale dell’Istat è a disposizione
il Laboratorio per l’Analisi
dei Dati ELEmentari (Adele) che consente agli utenti specializzati
e per esclusivi motivi di ricerca di trattare gli archivi di dati elementari
dell’indagine, operando direttamente le aggregazioni e le analisi
statistiche desiderate.
La rilevazione delle cause di morte viene effettuata correntemente attraverso
l’utilizzo dei modelli Istat/D.4, Istat/D.5, Istat/D.4 bis e Istat/D.5
bis (i fac-simili
di tali modelli sono disponibili online). Su tali modelli il medico curante
o il necroscopo sono tenuti ad indicare la sequenza morbosa che ha condotto
al decesso e gli altri stati morbosi rilevanti. Nelle statistiche ufficiali
si fa riferimento alla “causa iniziale” di tale sequenza ossia
alla malattia o evento traumatico che, attraverso eventuali complicazioni
o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso, individuata sulla base
delle regole della Classificazione Internazionale delle Malattie, IX Revisione
(Icd IX).
Nel 2002 sul territorio italiano sono stati rilevati 560.390 decessi e
per la prima volta il numero di decessi di persone di sesso femminile
ha superato quello dei maschi: 281.094 le prime e 279.296 i secondi. Questo
fenomeno è dovuto soprattutto alla mortalità nelle classi
di età più anziane dove il contigente femminile diventa
negli anni sempre più numeroso rispetto a quello maschile. Infatti
la maggior parte dei decessi si verifica oltre i 75 anni (il 56 per cento
dei decessi negli uomini e il 75 per cento nelle donne) e solo dopo gli
80 anni di età si osserva un numero di decessi più alto
tra le donne che tra gli uomini, malgrado i tassi di mortalità
rimangano nelle donne sempre inferiori. Il continuo invecchiamento della
popolazione, dovuto all’aumento della vita media, spiega anche l’apparente
contraddizione tra la diminuzione del tasso standardizzato di mortalità
e l’aumento del numero assoluto di decessi. Quest’ultimo è
tornato ad aumentare dopo l’inversione di tendenza registrata tra
il 1998 e il 2001 in cui l’effetto della continua diminuzione del
livello di mortalità sembrava riflettersi anche sul numero di decessi.
NOTA: Si avvisano gli utenti che in data 7 marzo 2006 il file Tavole
è stato aggiornato in quanto il precedente risultava incompleto.
Per saperne di più:
Istat. Cause di morte. Anno 2002. Roma: Istat, 2005 (Annuari, in corso
di stampa).
Istat. Decessi: caratteristiche demografiche e sociali. Anno 2002. Roma:
Istat, 2005 (Annuari, in corso di stampa).
Istat. La codifica automatica delle
cause di morte in Italia: aspetti metodologici e implementazione della
ICD. A cura di Frova, Luisa, S Marchetti e M Pace. Roma: Istat, 2003.
Istat. La mortalità per causa
nelle regioni italiane. Anni 2000 e 2002. A cura di Frova, Luisa e
Marilena Pappagallo. Roma: Istat 2002. (Informazioni, n.11)
Istat. Nowcasts della mortalità
per causa nelle regioni italiane. Anni 2001 e 2003. A cura di Frova,
Luisa e Marilena Pappagallo. Roma: Istat 2002. (Informazioni, in corso
di stampa)
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