La
stampa periodica e l'informazione on-line. Risultati dell'indagine pilota
sui quotidiani on-line
Di
Fabrizio Arosio
Sommario
Secondo i dati di un’indagine campionaria sulle famiglie[1] dell’Istat,
già nel 2002, il 59,6 per cento delle persone che navigavano in Internet
acquisiva notizie ed informazioni “consultando quotidiani e riviste
on-line”. Per approfondire e descrivere le dinamiche evolutive del
settore dell’editoria elettronica e dell’informazione diffusa sul Web,
l’Istat ha condotto un’indagine pilota con l’obiettivo di censire i
quotidiani on-line e descriverne le caratteristiche
editoriali.Complessivamente, considerando sia le testate che pubblicano
anche edizioni a stampa, sia quelle presenti esclusivamente su Web, sono
stati censiti 145 quotidiani on-line per i quali è stata realizzata
un’analisi della struttura delle rispettive home-page ed una rilevazione
diretta, inviando un questionario on-line ai direttori delle rispettive
testate.
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Improving
the effectiveness of a probabilistic editing strategy for business data
Di
Orietta Luzi, Marco Di Zio e Ugo Guarnera
Abstract
In
the paper a strategy for improving the effectiveness of editing rules used
in a probabilistic error localization algorithm for continuous business
data is presented. The adopted approach is that implemented in the
generalized edit and imputation software GEIS and it is based on a minimum
change criterion. The study has been performed in the context of the
EUREDIT project in order to verify to what extent the probabilistic
approach is efficient when dealing with different types of error
mechanisms. In the proposed strategy, we concentrated on the analysis of
query edits and on the determination of their bounds based on a modified
version of the Hidiroglou and Berthelot algorithm used in combination with
exploratory data analysis.
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EU-SILC
complex indicators:the implementation of variance estimation
Di
Claudia Rinaldelli e Diego Moretti
Sommario
E’
sempre più frequente la produzione di stime complesse da un punto di
vista funzionale per le quali non si può applicare direttamente la
metodologia standard di stima della varianza campionaria. Una serie di
indicatori complessi di povertà relativa e disuguaglianza saranno stimati
(con i corrispondenti errori di campionamento ed effetto del disegno) dai
dati dell’indagine europea su reddito e condizioni di vita (EU-SILC). Il
presente lavoro ha lo scopo di illustrare gli studi effettuati con
riferimento a queste misure complesse, le soluzioni metodologiche
individuate e le procedure software sviluppate per la valutazione dei
corrispondenti errori campionari ed effetto del disegno.
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L'imputazione
delle mancate risposte in presenza di dati longitudinali: un'applicazione
ai permessi di costruzione
di
Fabio Bacchini, Roberto Iannaccone e Edoardo Otranto
Sommario
Nel caso longitudinale le unitµa sono chiamate a fornire informazioni
piµu volte nel
corso del tempo e la mancata risposta puµo riferirsi a determinati
periodi. In presenza
di dati longitudinali la mancata risposta µe rappresentata da unitµa che
non
rispondono in alcuni dei periodi che caratterizzano l'indagine. Da un
punto di
vista longitudinale la non risposta per alcuni periodi puµo essere vista
come un insieme
di mancate risposte parziali (item nonresponse) mentre da un punto di
vista cross-section
ciascuna mancata risposta puµo essere interpretata come una manca-ta
risposta totale (unit nonresponse). Nel primo caso per la stima delle
mancate risposte
puµo essere appropriata una procedura di imputazione mentre nel secondo si
puµo scegliere una strategia di ponderazione. In questo lavoro viene
presentato un
metodo di imputazione longitudinale basato sul donatore, applicato
all'indagine sui
permessi di costruzione per la stima del numero di nuove abitazioni nel
triennio 2000-
2002. I risultati ottenuti sono stati confrontati sia con un metodo
tradizionale di
imputazione cross-section, la media, sia con uno di ponderazione basato
sulla stima
della probabilitµa di non risposta.
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Analisi
della criminalità a livello comunale: metodologie innovative
di
Marco Broccoli
Sommario
In Italia come in altri Paesi occidentali, si è andata diffondendo negli
ultimi anni, l’idea che uno dei problemi più gravi della nostra società
sia la diffusione dell’illegalità ben oltre gli standard
“fisiologici” che il “corpo sociale” è in grado di sopportare.
Parlare di questione criminale nel nostro Paese significa rievocare, nel
nostro passato più recente, forti implicazioni emotive legate ad un senso
di insicurezza e paura nello svolgimento delle nostre attività sociali
quotidiane. Basti pensare all’impatto a livello mondiale che ha
provocato l’11 Settembre 2001 o l’11 Marzo 2004, e come questi eventi
tragici abbiano cambiato le nostre abitudini. Andando indietro agli anni
settanta ed ottanta, eventi come stragi, terrorismo di natura politica,
corruzione e mafia rievocano paure e timori. La preoccupazione generale
che la diffusa trasgressività sia ormai sfociata in una criminalità
dilagante corrisponde ad un forte senso di insicurezza dei cittadini, il
propagarsi e generalizzarsi dell’allarme sociale. La paura per il
cittadino medio non riguarda solamente il verificarsi di eventi
fortunatamente sporadici di forte impatto, come stragi e azioni
terroristiche di matrice malavitosa o islamica, ma bensì il ragionevole
timore che la collettività avverte anche di fronte ad eventi di
microcriminalità come furti, scippi, borseggi e rapine.
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Studio
del disegno campionario per la nuova rilevazione continua sulle Forze di
Lavoro
di
Claudia De Vitiis, Loredana Di Consiglio, Stefano Falorsi
Sommario
L’indagine attuale produce i dati a partire dal primo trimestre
dell’anno 2004 ed è il frutto di un percorso di studio iniziato nel
1999 e conclusosi alla fine dell’anno 2002; dal primo trimestre 2003 è
iniziata l’introduzione graduale dei gruppi di rotazione del nuovo
campione. Il ridisegno ha comportato una profonda modifica della maggior
parte degli aspetti dell’indagine per rispettare i requisiti imposti a
livello europeo. Il presente lavoro ha la finalità di descrivere la
struttura attuale del campione e le analisi sperimentali effettuate per la
definizione dei vari aspetti legati al ridisegno del campione.In
particolare, il documento è suddiviso in due sezioni: la prima descrive
alcuni aspetti generali dell’indagine, mentre la seconda documenta in
modo dettagliato i passi seguiti nella progettazione del disegno d
campionamento. Nella
sezione I, dopo aver descritto brevemente le principali modifiche subite
dall’indagine nel tempo (paragrafo 1), gli obiettivi conoscitivi
(paragrafo 2) e le caratteristiche generali del disegno attuale (paragrafo
3), nel paragrafo 4 vengono illustrati i criteri alla base della revisione
dell’indagine ed i vincoli imposti in sede comunitaria. Nella
sezione II, il paragrafo 5 descrive il contesto teorico di riferimento,
mentre i paragrafi 6, 7 e 8 sono dedicati allo studio di importanti
aspetti dell’indagine riguardanti: la scelta dello schema di rotazione
delle famiglie (paragrafo 6), la definizione della numerosità campionaria
e l’allocazione tra i domini di stima (paragrafo 7), la scelta della
stratificazione temporale del campione (paragrafo 8). Nel paragrafo 8 sono
anche riportati i risultati di un’analisi empirica, basata su una
simulazione, per la scelta dello schema di stratificazione temporale e
territoriale da adottare. Infine nel paragrafo 9 sono esposte alcune
considerazioni sullo schema di introduzione del nuovo campione.
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Continuous
Time Models to Extract a Signal in Presence of Irregular Surveys
di
Edoardo Otranto e Roberto Iannaccone
Sommario
A typical statistical problem arises when a time series consists of
observations collected
with two di®erent timing intervals. This is a frequent case in
Statistical Onces,
when the frequency of their surveys changes. In these cases, the classical
tools
to deal with signal extraction, such as the Hodrick-Prescott ¯lter, are
used on
the most recent homogeneous span, losing the information deriving from the
previous
period. To use all the available information we exploit the fact that the Hodrick-Prescott
¯lter has a state-space representation in a continuous time support,
which provides the possibility to deal with di®erent spans. In this paper
we investigate
the advantages of the continuous time models to extract a trend from a time
series with respect to the Hodrick-Prescott ¯lter in presence of
irregular surveys. The °exibility of this model will be underlined with
Monte Carlo experiments and
an application on real data.
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Analisi
e sintesi degli indicatori di qualità dell'attività di rilevazione nelle
indagini campionarie sulle famiglie
di
Cosima Mero e Adriano Pareto
Sommario
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ENTERPRISE
MICROSIMULATION MODELS AND DATA CHALLENGES PRELIMINARY
RESULTS FROM THE DIECOFIS PROJECT
di
Filippo Oropallo
Sommario
Microsimulation
models and micro-founded indicators investigate the fiscal impact
on enterprises and on their performance at a micro level, so they
require
a great deal of information, which is normally scattered in various statistical
surveys and other (administrative) sources. Each different data source
is conceived to serve different purposes and, in many instances, may refer
to different units or different definitions may be used for the same unit. Any
attempt to bring together data from different sources has to overcome complex
problems in terms of sheer access, integration and systematisation. The
paper shows the analysis of the integration problems that have been faced,
the architecture of the integration process that has been adopted. Then first
results bring to the construction of micro-founded indicators and a microsimulation
study is carried out to analyze the tax burden on enterprise linked
with a performance indicator.
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A
comparison among different estimators
of regression parameters on statistically
matched files through an extensive simulation study
di
Marcello D’Orazio, Marco Di Zio, Mauro
Sommario
Nell’integrazione di diverse fonti di dati un ruolo importante `e
rivestito dall’abbinamento statistico, anche noto come statistical
matching, in proposito si vedano D’Orazio, Di Zio e Scanu (2001, 2002 e
2004). Con tale dicitura si suole indicare l’insieme di metodi il cui
obiettivo principle `e quello di studiare la relazione esistente tra
variabili, provenienti da fonti diverse, ma che non sono state osservate
congiuntamente. La classificazione delle diverse tecniche di matching
statistico pu`o essere condotta in base a diversi criteri. Le tecniche si
possono distinguere in base agli obiettivi specifici dell’abbinamento, se
cio`e sono volte alla creazione di un data set sintetico ottenuto attraverso
la ‘fusione’ dei dati delle diverse indagini condotte sulla stessa
popolazione (obiettivo micro) oppure sono mirate alla stima dei parametri
del modello statistico che descrive la popolazione oggetto delle varie
indagini (obiettivo macro). Una classificazione alternativa delle tecniche
di matching considera la natura delle variabili da integrare. Nel caso di
variabili quantitative, gran parte della letteratura fa riferimento a metodi
di regressione, o metodi misti. Per metodi misti si intendono quei metodi
che al primo passo fanno uso della regressione parametrica, e
successivamente utilizzano metodi non parametrici della famiglia hot deck
per l’integrazione finale (Singh, Mantel, Kinack e Rowe 1993). Nel caso,
invece, di variabili categoriali si fa riferimento a modelli log-lineari.
Questo lavoro si propone di esplorare i vantaggi e gli svantaggi connessi
all’utilizzo dei modelli di regressione per il matching statistico in
presenza di variabili continue. In letteratura, infatti, sono stati proposti
differenti modi di stima dei parametri di regressione. Questi possono essere
ricondotti ai metodi proposti da Moriarity e Scheuren (2001) (di seguito,
metodi MS), a quelli proposti da R¨assler (2002) (di seguito, RegRieps), e
a quelli basati sulla massima verosimiglianza (di seguito ML). Nel seguito
si riportano i risultati di una serie di simulazioni volte a confrontare in
primo luogo i tre diversi stimatori e, in secondo luogo, a confrontare due
metodi misti che differiscono solo per il primo passo di stima di
regressione, ovvero MS e ML. Gli esperimenti condotti riguardano il caso
trivariato, di conseguenza nel paragrafo successivo verranno riportate solo
le formule riguardanti tale caso. L’estensione al caso generale si pu`o
trovare in D’Orazio, Di Zio e Scanu (2005).
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Una
soluzione per la rilevazione e codifica della Professione
nelle
indagini CATI
di Stefania
Macchia, Manuela Murgia, Loredana Mazza, Giorgia Simeoni, Francesca Di
Patrizio, Valentino Parisi, Roberto Petrillo, Paola Ungaro
Sommario
Il
lavoro delinea una soluzione per la rilevazione e la codifica della
variabile Professione nelle indagini CATI. L’obiettivo da realizzare era
quello di ottimizzare la qualità dei dati rilevati inerenti questa
variabile, sfruttando l’interazione rilevatore-intervistato ed avvalendosi
di un sistema software
di codifica assistita, tentando nel contempo di limitare al massimo
l’appesantimento dell’intervista telefonica. La soluzione descritta è
stata individuata a seguito di una serie di sperimentazioni ed è stata
adottata nel corso di due Indagini CATI nell’ambito delle quali la Professione
è una variabile estremamente strategica: Inserimento
professionale dei laureati e Percorsi
di studio e di lavoro dei diplomati.
Il documento descrive quindi l’intero processo implementato per il
trattamento della Professione
in queste due Indagini, che include alcune applicazioni messe a punto per il
monitoraggio del processo stesso, e riporta i principali risultati ottenuti
in termini di indicatori della fase di rilevazione CATI.
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Principi
Guida per il Miglioramento della Qualità dei Dati Toponomastici
nella
Pubblica Amministrazione
di
P. D. Falorsi ed altri
Sommario
Il presente volume illustra l’insieme dei principi guida che le pubbliche
amministrazioni italiane possono seguire al fine di migliorare la qualità
delle proprie basi di dati toponomastiche. Tali principi guida sono stati
elaborati a partire dai risultati del progetto sviluppato nell’ambito dell’accordo
di collaborazione per la definizione di criteri guida per la gestione della
qualità dei dati nella pubblica amministrazione, siglato il 23 aprile 2002
dall’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (AIPA,
ora CNIPA) e dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT).
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La stima anticipata OROS sull’occupazione. Errori,
problemi della metodologia attuale e proposte di
miglioramento
di
Ciro Baldi, Francesca Ceccato,
Silvia Pacini, Donatella Tuzi
Sommario
Dalla
metà del 2004 la rilevazione OROS, accanto agli indicatori di retribuzione
fornisce ad Eurostat, in forma confidenziale, una stima delle posizioni
lavorative. Entro tempi brevi la diffusione di questo indicatore dovrebbe
avvenire anche a livello nazionale. La pubblicazione del nuovo indice impone
il raggiungimento di requisiti di qualità particolarmente stringenti,
soprattutto per quel che riguarda le stime provvisorie. A tal fine, nel
corso degli ultimi mesi la metodologia utilizzata per la produzione delle
stime preliminari è stata sottoposta a un programma molto ampio di
verifiche ed approfondimenti, che hanno condotto alla definizione e alla
sperimentazione di una serie di innovazioni volte a mettere a punto un
impianto metodologico caratterizzato da un elevato grado di affidabilità.
La metodologia attualmente implementata produce un errore non trascurabile
nelle stime preliminari, che è riconducibile ad almeno due fattori: la
sovracopertura dell’anagrafica utilizzata per la stima della popolazione
corrente e l’instabilità nella dimensione del campione, sia in termini di
unità che di occupazione.Nel presente documento si illustrano i principali
risultati delle sperimentazioni condotte sulla procedura di stima
preliminare. Gli studi effettuati hanno consentito di apportare delle
modifiche alla metodologia di base, comportando notevoli progressi nella
risoluzione del problema della sovracopertura. In riferimento alla natura
non casuale del campione, gli approfondimenti realizzati hanno condotto alla
individuazione di alcune aree critiche della metodologia di stima, da cui può
avere origine l’errore attribuibile al riporto all’universo. Su questo
aspetto, occorrerà effettuare ulteriori sperimentazioni.
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DaWinci/MD:
un sistema per data warehouse statistici sul Web
di
Stefano De Francisci, Giuseppe Sindoni, Leonardo Tininini
Sommario
Questo
lavoro descrive alcuni principi progettuali e un modello innovativo per data
warehouse statistici su Web. Questo tipo di sistema si basa su un modello di
rappresentazione per tavole statistiche, specificamente pensato per renderle
accessibili e navigabili dal Web. Il sistema tiene traccia dello stato della
navigazione, la quale è basata su una sequenza di passi di selezione,
ciascuno dipendente dalle scelte effettuate nei precedenti. La stessa
rappresentazione delle tavole è utilizzata per la memorizzazione
dell’informazione sulla disponibilità spazio-temporale nella meta
base dati del sistema.
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I
cittadini italiani naturalizzati: l'analisi dei dati censuari del 2001, con
un confronto tra immigrati di prima e seconda generazione
di
Gerardo Gallo, Evelina Paluzzi
Sommario
L'Italia
e, in genere, i diversi Paesi di immigrazione sono spesso chiamati al
difficile compito di costruire delle politiche migratorie in grado, da un
lato, di definire quantità e qualità dei flussi di immigrati e, dall’altro,
di governare il processo d’integrazione nel contesto economico e sociale
di accoglienza. Il fenomeno immigratorio spesso si presenta sotto forma di
emergenza che, anche per cause esterne (conflitti e catastrofi naturali e/o
condizioni di forte instabilità politico-economica), periodicamente si
ripropongono. Tuttavia, appare egualmente importante tenere conto degli
immigrati che soggiornano stabilmente in Italia: per tale presenza, di
natura più o meno definitiva, sembra necessario porre in essere delle
specifiche politiche che consentano di superare o, quantomeno, di attenuare
difficoltà e problemi che inevitabilmente nascono dalla convivenza tra
comunità di culture e tradizioni profondamente diverse.
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La
nuova rilevazione sulle forze di lavoro, Contenuti,
metodologie, organizzazione
di
S. Gazzelloni ed altri
Sommario
L’Istituto nazionale di statistica, in linea con quanto stabilito dal
Regolamento n.577/98 del Consiglio dell’Unione europea (Official Journal
of the European Community del 14.3.1998), ha concluso i lavori intrapresi
per il passaggio dalla rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro,
effettuata in una specifica settimana per ciascun trimestre, alla
rilevazione continua sulle forze di lavoro, distribuita su tutte le
settimane dell’anno.Oltre che soddisfare il vincolo della continuità, l’articolazione
della rilevazione continua sulle forze di lavoro (RCFL, d’ora in avanti)
presenta una completa armonizzazione alle disposizioni dell’Unione europea
per la formulazione e sequenza dei quesiti utilizzati nel questionario
nonché per le definizioni degli occupati e delle persone in cerca di
occupazione1. La RCFL tiene conto inoltre delle nuove variabili previste da
un recente Regolamento comunitario2. Si tratta del più radicale
rinnovamento nella lunga storia della rilevazione campionaria sulle forze di
lavoro. Avviata nel 1959, la rilevazione trimestrale (RTFL, nel seguito) ha
conosciuto nel corso degli anni significativi miglioramenti metodologici e
importanti revisioni definitorie. Tuttavia, l’impianto originario dell’indagine
- in termini di struttura del questionario, modalità di svolgimento delle
operazioni sul campo, tecnica di rilevazione, procedura di verifica e
registrazione dei dati - è rimasto sostanzialmente invariato fino ai nostri
giorni. Con riguardo a questo impianto la RCFL introduce un generale
rinnovamento.
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Il
lavoro degli extracomunitari nelle imprese italiane e la regolarizzazione
del 2002. Prime evidenze empiriche dai dati INPS
di
M.C.Congia
Sommario
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Indagine pilota sulla nuova imprenditorialità nella Regione Sardegna
di
G. Bottazzi, P. Cella, G. Garofalo, P. Misso, M. Porcu, M. Tosi
Sommario
Le
statistiche sulla demografia delle imprese sono uno strumento fondamentale di analisi ai fini sia
dello studio dell’evoluzione strutturale dell’economia sia della impostazione e valutazione delle
politiche verso l’impresa e l’occupazione. Uno degli obiettivi centrali delle politiche a supporto
delle imprese è quello di creare le condizioni non solo per la nascita di nuove attività imprenditoriali
ma per ridurne la loro mortalità e, soprattutto, per supportare la loro sopravvivenza e crescita
economica e quindi il loro conseguente contributo alla crescita economia nazionale. Infatti, l’entrata
nell’universo economico di imprese innovative e produttive contribuisce alla crescita complessiva
della produttività di una economia e quindi della sua competitività. Il successo delle nuove attività
imprenditoriali è, inoltre, un importante fattore di cresciuta dell’occupazione.
Per questi motivi da parte di decisori politici, operatori economici, ricercatori è forte e crescente la
richiesta di informazioni (e studi) sulla nuove iniziative imprenditoriali, sulla loro sopravvivenza e
crescita, sull’analisi dei fattori - sociali, economici e territoriali - che ne determinano il
successo/insuccesso e ne promuovono/deprimono la crescita, sulle caratteristiche dei nuovi
imprenditori. In tal senso i fenomeni di interesse non sono soltanto legati alle investigazioni micro e
macro-economiche, che determinano i processi di nascita delle nuove imprese, ma anche alle
caratteristiche demo-sociali dei contesti territoriali in cui le stesse nuove imprese sono localizzate
nonché all’importanza di fattori quali l’accesso al credito ed alle fonti di finanziamento. Le
caratteristiche socio-economiche e le motivazioni di origine di coloro che hanno attivato le nuove
imprese sono, inoltre, importanti elementi di studio. L’Istituto Nazionale di Statistica, nell’ambito del progetto sulla demografia d’impresa, ha inteso
valutare le potenzialità di una nuova indagine su queste tematiche. Una nuova rilevazione è
necessaria in quanto informazioni del genere non sono disponibili né dalle correnti indagini
strutturali sulle imprese né dagli archivi amministrativi. D’altro canto tale indagine può essere utile
anche per valutare (seppure parzialmente e indirettamente) la qualità dell’archivio delle imprese
ASIA e degli indicatori demografici che da esso derivano.
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Le
famiglie straniere: analisi dei dati censuari del 2001 sui cittadini
stranieri residenti
di
F.Martire, D.Zindato
Sommario
Nel
contributo viene condotta un’analisi delle caratteristiche delle famiglie
straniere attraverso i dati del Censimento del 2001. Due sono i principali
percorsi di analisi: il confronto tra le famiglie straniere e quelle
italiane, e il confronto tra le situazioni familiari tipiche delle comunità
straniere più consistenti nel nostro Paese. Nella prima parte, vengono
delineate le strategie migratorie che caratterizzano le principali comunità
straniere attraverso l’uso di indicatori relativi alle caratteristiche
demografiche della popolazione straniera residente (struttura per età,
struttura di genere, etc.). Successivamente, la propensione a vivere in
famiglia viene indagata attraverso la descrizione delle forme familiari
tipiche di ciascuna comunità e il confronto con le caratteristiche
strutturali delle famiglie italiane. Si propone inoltre un approfondimento
sulla situazione abitativa delle famiglie straniere e sull’inserimento dei
minori stranieri nel sistema scolastico, al fine di valutare la maturità
del processo di stabilizzazione che ha caratterizzato la presenza straniera
in Italia nel decennio intercensuario.
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Il
Sistema di Indicatori Territoriali: percorso di progetto, prospettive di
sviluppo e integrazione con i processi di produzione statistica
a
cura di E.Fortunato
Sommario
Per
rispondere alle crescenti esigenze di conoscenza poste dall’utenza
statistica con riferimento alle diverse realtà territoriali del Paese, nel
2004 il Consiglio di Istituto ha emanato una direttiva con la quale affidava
al Dipartimento per la Produzione Statistica e il Coordinamento Tecnico
Scientifico la progettazione e la realizzazione di un Sistema di Indicatori
Territoriali, da attivare sul sito web dell’Istat. Tale sistema,
denominato SITIS, è stato completato alla fine del 2004 ed è attualmente
consultabile sul sito istituzionale dell’Istituto. A supporto del
progetto, nello stesso anno il Dipartimento ha costituito un gruppo di
lavoro composto da esperti e responsabili di indagine indicati come
referenti dalle Direzioni di produzione statistica e avente il compito di
assicurare, in una logica di integrazione informativa, l’approfondimento
delle problematiche connesse alla realizzazione del sistema e la definizione
dei contenuti informativi dello stesso.
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I
conti
economici trimestrali: un approccio alla stima dell'input di lavoro
di
A.Baldassarini, D.Birardi
Sommario
Nel
marzo del 2001, l’ISTAT ha completato la revisione delle serie dei conti
economici trimestrali a partire dall’anno 1970. I principali elementi
innovativi del nuovo sistema di contabilità trimestrale riguardano le fonti
informative, il metodo di destagionalizzazione e di ricostruzione delle
serie storiche, l’uso di procedure di stima più vicine a quelle
utilizzate per la contabilità annuale. Anche le stime trimestrali sull’input
di lavoro sono state oggetto di una sostanziale revisione metodologica. Le
nuove procedure hanno consentito, in particolare, di ampliare in modo
consistente l’informazione offerta che, oltre alle serie sulle unità di
lavoro distinte per posizione nella professione e per branca di attività
economica, attualmente comprende anche le serie degli occupati interni.
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Uso
di XML e Web Services per l'integrazione di sistemi informativi statistici
attraverso lo standard SDMX
di
F.Rizzo, L.Vignola, D.Camol
Sommario
ll sistema informativo dell’Istat negli ultimi anni ha subito diverse
evoluzioni adeguando ai necessari
cambiamenti tecnologici tutte le varie fasi del processo di produzione del
dato statistico. In
particolare a metà degli anni ‘90 è stata avviata la migrazione da un’architettura
centralizzata, basata
su mainframe, ad un’architettura distribuita basata sul modello
client-server. In una prima fase il mainframe è stato sostituito da più
minicomputer con sistema operativo Unix (in particolare la versione AIX-IBM)
ai quali sono stati collegati terminali grafici (x-terminal); in una seconda
fase tali minicomputer hanno assunto la funzione di server di data base e
server di file system ai quali è stato possibile accedere da personal
computer in modalità client. Il sistema informativo è stato quindi
scomposto in una miriade di sistemi informativi dipartimentali
identificabili, spesso, con il singolo Servizio di produzione. Tale
cambiamento si è reso necessario non solo per rispondere più efficacemente
alle crescenti esigenze informative dell’utenza, sia interna che esterna,
ma anche per meglio adattarsi alle specificità di ciascun Servizio di
produzione. Come logica conseguenza, anche nella parte del processo
produttivo identificabile con la diffusione dei dati verso l’esterno, sono
nate diverse banche dati, facenti capo a singoli settori dell’Istituto che
le hanno progettate e realizzate e adesso provvedono alla loro gestione e
manutenzione. Queste banche dati, se da un lato hanno permesso di diffondere
in tempi brevi, generalmente su WEB, i dati prodotti, dall’altro hanno
creato disomogeneità nelle modalità di accesso: gli utenti finali devono
sapere in quale di loro le informazioni di interesse sono state memorizzate
e come accedere a ciascuna.
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