|
|
|
TITOLO E AUTORE
ABSTRACT |
| Numero 1 |
Il censimento della popolazione
straniera: opinioni a confronto sul principale aspetto definitorio
di A. Cortese, G. Gallo e E. Paluzzi |
 |
| Numero 2 |
I posti vacanti in Italia e in Europa.
Le nuove statistiche trimestrali armonizzate:
prime analisi delle serie storiche
di C. Baldi e M. Sorrentino |
 |
| Numero 3 |
Combining forecasts for a flash estimate
of Euro area GDP
di F. Bacchini, A. Ciammola, R. Iannaccone e M. Marini |
 |
| Numero 4 |
La relazione tra offerta di servizi
di Long Term Care ed i bisogni assistenziali dell'anziano.
di A. Burgio, A. Battisti, A. Solipaca, S.C. Colosimo,
L. Sicuro, G. Damiani, G. Baldassarre, G. Milan,
T. Tamburrano, R. Crialesi e W. Ricciardi |
 |
| Numero 5 |
Artificial Continuous Data for SDC
di F. Foschi e B. Liseo |
 |
| Numero 6 |
Tutela statistica della
riservatezza: una proposta metodologica per la valutazione del rischio
orientata all'indagine sulle forze di lavoro
di F. Foschi e L. Franconi |
 |
| Numero 7 |
Analisi delle differenze strutturali nella performance economica tra unità rispondenti e unità non rispondenti nella rilevazione dei risultati economici delle piccole e medie imprese (PMI)
di F. Oropallo |
 |
Abstract
Il censimento della popolazione straniera: opinioni a confronto sul principale aspetto definitorio
di A. Cortese, G. Gallo e E. Paluzzi
Vanno sempre meglio delineandosi le linee generali di impostazione metodologica, tecnica
e organizzativa del censimento che sarà realizzato nel 2011. Con l’approssimarsi della scadenza
censuaria pare opportuna una rivisitazione degli aspetti definitori allo scopo di eliminare ogni eventuale
margine di incertezza alla luce delle ultime esperienze. Poiché oggetto prioritario della rilevazione
censuaria è quello di pervenire ad una corretta quantificazione della popolazione residente, che assume
il valore di popolazione legale, è in primo luogo sulla definizione di questo aggregato che vale la pena di
concentrare l’attenzione. Non meno rilevanti, però, sono gli aspetti tecnici e organizzativi del
censimento degli stranieri del 2011 che hanno portato a formulare, nelle aree a forte concentrazione di
stranieri, ipotesi diversificate del piano di rilevazione. E’ questo l’oggetto dei due presenti lavori nei
quali viene considerato il caso di specifiche categorie di persone, gli stranieri ed i senza tetto, la cui
completa enumerazione risulta spesso non agevole anche per le difficoltà che si incontrano nel
circoscrivere in modo rigoroso questi due subuniversi.
I posti vacanti in Italia e in Europa.
Le nuove statistiche trimestrali armonizzate:
prime analisi delle serie storiche
di C. Baldi e M. Sorrentino
PNegli ultimi dieci anni in Europa l’interesse per statistiche trimestrali sui posti vacanti si è
manifestato ad esempio nella loro inclusione nella lista dei Principali Indicatori Economici Europei
(PEEI) e nella pubblicazione di un apposito regolamento del Parlamento e del Consiglio Europeo. In
questo saggio, dopo una breve descrizione dei concetti e degli standard di produzione definiti nel
regolamento, vengono presentati: un confronto delle dinamiche del tasso di posti vacanti (ossia, il
rapporto percentuale fra posti vacanti e la somma fra questi e le posizioni lavorative occupate) in Italia
e alcuni Paesi e aggregati europei; e un’analisi preliminare delle relazioni di questa variabile con il tasso
di disoccupazione, nelle stesse aree. Viene inoltre considerato il ruolo del tasso di posti vacanti nel ciclo
economico in Italia, mediante analisi grafiche della relazione di questa variabile non solo con il tasso di
disoccupazione, ma anche con indicatori di input di lavoro e produzione. Queste analisi preliminari
sembrano suggerire non solo il ruolo potenziale del tasso di posti vacanti come indicatore ciclico, ma
anche la rilevanza sia di similarità che di differenze nei mercati del lavoro e nei cicli economici fra Paesi
e aggregati europei.
Combining forecasts for a flash estimate
of Euro area GDP
di F. Bacchini, A. Ciammola, R. Iannaccone e M. Marini
Bridge equations models have commonly been investigated to produce flash estimation
and forecasts of GDP. However as it is known a single equation model cannot be fully appropriate if
the estimates using different span of data are not stable. Combining forecasts stemming from different
models has become a current practice. In these situations the naive scheme that assigns equal weights
to all models has been used.
In this work we propose a new algorithm based on the so-called directional forecasts that has mainly
been applied in the marketing environment. As we argue, in presence of time series with an high degree
of persistence this method outperforms three competitors already proposed in the literature.
These results hold both looking at the simulation exercise and in an empirical application to the flash
estimation of the GDP using a real-time dataset. Moreover, in terms of accuracy, the proposed Flash
estimate obtained with the new algorithm presents better results respect to the single equation
approach for the period 2005q1-2007q4.
La relazione tra offerta di servizi di Long Term Care ed i bisogni assistenziali
dell’anziano
di A. Burgio, A. Battisti, A. Solipaca, S.C. Colosimo,
L. Sicuro, G. Damiani, G. Baldassarre, G. Milan,
T. Tamburrano, R. Crialesi e W. Ricciardi
Il presente lavoro, frutto di un progetto di ricerca congiunto tra l’Istituto Nazionale di
Statistica (ISTAT) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, si propone di studiare i servizi di “lungo
assistenza” in Italia per poter analizzare la relazione esistente tra l’offerta di servizi residenziali per
anziani ed i loro bisogni di assistenza di long term care (LTC), tenendo conto della presenza sul
territorio di servizi alternativi, quali l’assistenza domiciliare (ADI), e di fattori demografici e socioeconomici
che possono incidere su tale valutazione.
I dati statistici utilizzati provengono dall’Istituto Nazionale di Statistica e dal Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali. In particolare per studiare il fenomeno è stata analizzata l’offerta
di servizi di long term care (espressa dall’offerta di posti letto in strutture residenziali socioassistenziali
per anziani) ed il bisogno potenziale di cure di lungo degenza della popolazione
(utilizzando come proxy il tasso di disabilità negli anziani).
Per gli scopi dell’analisi sono stati definiti tre gruppi, individuati attraverso due indicatori, uno di
offerta e uno di bisogno potenziale. In particolare, i gruppi sono stati definiti sulla base dei livelli di
offerta da parte delle Asl di posti letto nelle istituzioni di tipo LTC e della prevalenza di persone con
disabilità nella popolazione di età superiore a 65 anni, la quale costituisce una proxy del bacino di
utenza potenziale di servizi di LTC nelle Asl medesime. I gruppi individuati sono così composti: il
gruppo A è costituito dalle Asl con basso livello di offerta di posti letto in LTC e alto livello di
bisogni di LTC; il gruppo B è formato dalle Asl con alto livello di offerta di posti letto in LTC e
basso livello di bisogni di LTC; infine il gruppo C è costituito dalle Aziende sanitarie che mostrano
gli stessi livelli di offerta di posti letto e di bisogni di LTC. Gli indicatori relativi ai servizi alternativi
di LTC, ai fattori demografici e socio-economici sono stati analizzati per ognuno dei tre gruppi
calcolando il valore medio per ogni indicatore nel gruppo confrontato con il valore medio
complessivo.
Per il gruppo A si registrano i più alti livelli di servizi alternativi, come i ricoveri in lungodegenza
nella regione di residenza ed anziani in assistenza domiciliare socio-assistenziale. Di questo gruppo
fanno parte prevalentemente le ASL del Nord.
Per il gruppo B si osservano i più alti valori di ricoveri ospedalieri a rischio di inappropriatezza
dentro e fuori la regione di residenza, un’alta quota di famiglie costituite da almeno un anziano che
ha ricevuto gratuitamente almeno un aiuto e il più basso valore di utenti assistiti in ADI. Le ASL del
Sud appartengono prevalentemente a questo gruppo.
Il Gruppo C riporta una quota maggiore di assistenza privata a pagamento. Le ASL del Centro
caratterizzano prevalentemente il terzo gruppo.
Artificial Continuous Data for SDC
di F. Foschi e B. Liseo
SDC procedures, when applied to microdata aim at providing statistical information without
jeopardising the confidentiality of single responders. This problem is particularly important in national
offices of Statistics (NIS, henceforth), and several different techniques have been proposed in the
literature. The main SDC techniques used to anonymise data can be classified into three categories:
- pertubative masking; a series of different methods can be used to modify the original observed
data,
- non perturbative-masking methods which do not alter data,
- production of synthetic or artificial data files which reproduces some specific features of the
original data
We will concentrate on the third approach. The synthetic data approach models the joint distribution of
the variables in the dataset; then, synthetic values are generated from their predictive distributions to
replace actual sensitive values in the data. In this way simulated values replace part or even all of the
dataset, thus limiting the disclosure risk. Usually, this procedure is repeated several times to generate
multiple synthetic datasets. These datasets are then released by the agency to the public. In general,
researchers perform their analyses on each of the synthetic datasets separately and then, via simple
combining rules, are able to obtain interval estimates for a variety of quantities of interest. The very
important goal is being able to reflect statistical properties of the original data in the synthetic datasets
in order to increase the utility of the released data to researchers.
After a brief introduction to the problem of generating artificial continuous data in the SDC
framework, we introduce some technical tools we consider relevant for the task. In particular we refer
to the use of Dirichlet Processes (DP) as a flexible nonparametric model to model marginal
distributions and the use of empirical copulas in order to maintain the observed structure of
dependence. Dirichlet processes as a nonparametric Bayesian tool were introduced by Ferguson (1973,
1974). For a modern perspective on DP see, for example, Hjort et. Al (2010). We also explore how to
combine DP and empirical copulas in order to generate artificial data which preserve some given
specific values of the observed data, i.e. multivariate cumulants. Small and Medium Enterprise data
released by the Italian National Institute of Statistics are described in section three; they are also used to
illustrate the procedure. The obvious trade-off between accuracy and protection ability is investigated
and quantified in section four via simulation studies. Section four contains a summary and outlook on
future research.
Tutela statistica della riservatezza: una proposta
metodologica per la valutazione del rischio
orientata all’indagine sulle forze di lavoro
di F. Foschi e L. Franconi
La necessità di tutela della riservatezza discende da vincoli di legge e da obblighi assunti
verso i rispondenti. L’intrusione si concretizza quando tramite i dati rilasciati sia possibile acquisire
informazioni non pubbliche circa unità statistiche presenti nel collettivo di riferimento. Seguendo
l’approccio di considerare a rischio quelle che uniche nel campione siano tali anche nella popolazione,
vengono affrontati due possibili ambiti di intrusione; il primo attiene al contributo di singole variabili ad
identificazioni spontanee o accidentali; nel secondo, si assume venga perseguito intenzionalmente
l’abbinamento tra i dati di indagine e una lista di microdati disponibile secondo un prefissato livello di
dettaglio. In ordine a quest’ultimo viene illustrata una strategia di valutazione non vincolata
all’espressione del legame funzionale tra la probabilità di aver osservato nel campione unità statistiche
uniche anche nella popolazione e modalità manifestate dai caratteri rilevati. La valutazione del rischio
viene implementata per l’indagine sulle forze di lavoro, considerando i dati trasversali dei sedici
trimestri riferiti agli anni 2005-2008, nonché il primo trimestre 2009 limitatamente alle retribuzioni
rilevate per i lavoratori dipendenti.
Analisi delle differenze strutturali
nella performance economica tra unità
rispondenti e unità non rispondenti nella
rilevazione dei risultati economici delle
piccole e medie imprese (PMI)
di F. Oropallo
La finalità della presente nota è di approfondire il tema degli effetti delle mancate risposte
totali sulla qualità delle stime derivanti dalla rilevazione annuale dei risultati economici delle piccole e
medie imprese (Pmi). Nonostante l’attento disegno di campionamento, che cerca di tenere
opportunamente in considerazione la variabilità dei comportamenti delle imprese, la presenza di unità
campionarie non rispondenti potrebbe generare una distorsione nella stima finale. In qualche misura
esso viene corretto utilizzando degli stimatori di ponderazione vincolati, ma ciò non garantisce la
correttezza allorquando il numero di variabili da stimare è molto alto. Inoltre, quasi mai il sottoinsieme
delle imprese non rispondenti è riconducibile ad un processo di selezione casuale.
In questo lavoro viene utilizzata una fonte di dati esterna, quella degli Studi di Settore (SdS), al fine di
valutare la possibile presenza di distorsioni. In primo luogo è stato effettuato un confronto tra le
variabili economiche calcolate con i dati degli SdS, riclassificate secondo lo schema Sbs, con quelle della
rilevazione Pmi, per le imprese presenti in entrambi i dataset, al fine di valutare la coerenza tra le fonti.
Successivamente, per tutte le imprese del campione iniziale di Pmi abbinate con gli SdS, è stata
analizzata la variabile Valore aggiunto per addetto per i sottoinsiemi di imprese rispondenti e non. Ciò
ha consentito di delineare il profilo economico delle imprese non rispondenti e valutare, inoltre,
l’effetto della non risposta all’interno di un modello di stima Mark-up della performance dell’impresa.
|