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Struttura e competitività del sistema delle imprese industriali e dei servizi



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Anno 2002

Statistiche in breve
Periodo di riferimento: Anno 2002
Diffuso il: 16 settembre 2004

I dati qui riportati sono il risultato di due rilevazioni statistiche, che hanno interessato circa 60.000 imprese rispondenti, effettuate sulla base di un apposito Regolamento dell'Unione europea (n. 58/97). La prima, di natura campionaria, riguarda le imprese con 1-99 addetti; la seconda, censuaria, quelle con almeno 100 addetti. Entrambe, congiuntamente all’utilizzo di dati di fonte amministrativa, concorrono a tracciare il quadro strutturale, aggiornato al 2002, dei risultati economici delle imprese italiane dell’industria e dei servizi, disaggregati per settore di attività economica, dimensione aziendale, localizzazione delle attività.

La disaggregazione per classi di addetti viene effettuata secondo una classificazione che differisce da quella utilizzata per l’anno 2001, a causa di una modifica intervenuta nel Regolamento dell'Unione europea (n. 58/97). In particolare le classi di addetti 20-99 e 100-249 vengono riaggregate nelle classi 20-49 e 50-249. I dati che seguono sono quindi presentati secondo questa nuova classificazione (ulteriori riferimenti metodologici sono forniti nelle note informative riportate alla fine del testo).

Nel 2002 i livelli, sia produttivi che occupazionali, raggiunti nell’anno precedente, non hanno subito variazioni di rilievo. Le imprese italiane dell’industria e dei servizi di mercato (escluso il comparto dell'intermediazione monetaria e finanziaria) sono in tutto quasi 4,2 milioni di unità. Esse occupano 15,4 milioni di addetti, di cui 10,0 milioni dipendenti, realizzando un valore aggiunto di 574 miliardi di euro.
L’analisi dei principali aggregati conferma una rilevante presenza di imprese di piccole dimensioni ed una relativa scarsità di grandi imprese, che tuttavia caratterizzano in misura significativa importanti settori di attività economica. In particolare, la dimensione media delle aziende italiane è di circa 3,7 addetti.
Le microimprese (con meno di 10 addetti) rappresentano il 95,2% delle imprese italiane. In esse si concentra il 48,3% degli addetti, il 24,5% dei dipendenti, il 30,8% del fatturato e il 34,4% del valore aggiunto. In questo segmento di imprese il 67,0% dell'occupazione è costituito da lavoro indipendente.
All’opposto, le imprese di maggiori dimensioni (con 250 e più addetti) sono 3.123, assorbono il 18,5% del totale degli addetti (il 28,4% dei dipendenti) e realizzano il 28,2% del valore aggiunto complessivo. Per il 2002 si registra un aumento della quota di occupazione rappresentata dalle grandi imprese, mentre il valore aggiunto si mantiene pressoché costante.
La produttività nominale del lavoro - misurata dal valore aggiunto per addetto – è mediamente pari a 37,3 mila euro. Nelle imprese con meno di 10 addetti il valore di questo indicatore è circa il 47% di quello delle imprese con almeno 250 addetti.
Dal punto di vista territoriale, il maggiore differenziale (34,8%) di produttività del lavoro si registra per il Mezzogiorno rispetto al Nord-ovest. I divari territoriali di costo del lavoro sono molto più contenuti (21,5% per il Mezzogiorno nei confronti del Nord-ovest) rispetto a quelli di produttività.
I lavoratori dipendenti nelle imprese con meno di 10 addetti percepiscono una retribuzione pro-capite (14,5 mila euro) inferiore del 42,5% a quella dei lavoratori delle imprese con 250 addetti e più (25,2 mila euro). La profittabilità lorda delle imprese italiane (misurata dal rapporto tra margine operativo lordo e valore aggiunto) è pari al 32,3%.



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