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Come utilizzare i dati statistici
Ci sono alcune semplici linee guida da tenere a mente quando si usano
dati statistici:
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Partire con le idee chiare
È indispensabile definire in modo il più possibile preciso
l’obiettivo della ricerca, per individuare correttamente le
informazioni che servono ed evitare di raccogliere dati che non verranno
utilizzati e che possono confondere.
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Individuare la fonte di produzione dei
dati
Identificare cioè quale organizzazione o ente può avere
le informazioni che si stanno cercando. Il termine fonte
assume accezioni legate al contesto disciplinare in cui si usa; in
questo ipertesto:
- è l’ente che produce ed è responsabile del dato,
ad esempio, l’Istituto nazionale di statistica o l’Eurostat;
- è la rilevazione/elaborazione da cui proviene il dato, ad esempio,
la rilevazione campionaria sulle forze di lavoro o il censimento della
popolazione;
- è la pubblicazione su carta, cd-rom, sito web su cui è
rilasciato il dato, ad esempio, l’Annuario statistico italiano
o il database del censimento delle attività economiche.
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Trovare le informazioni
Se la fonte è l’Istat i dati sono disponibili sul sito,
oppure si possono trovare presso il Centro diffusione dati della sede
centrale o delle sedi regionali, dove personale specializzato è
a disposizione del pubblico. Qualunque sia la fonte di provenienza
dei dati, occorre verificare la data di aggiornamento e consultare
attentamente i metadati che li descrivono.
- Identificare con chiarezza i termini, i concetti e le definizioni
usate
Individuare le modalità di rilevazione, la popolazione di riferimento
e la metodologia usata nella costruzione delle statistiche, così
da poter confrontare informazioni provenienti da fonti diverse o di
periodi precedenti.
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Decidere in quale formato avere i dati
Le informazioni possono essere rilasciate secondo diverse modalità:
in forma cartacea o in formato elettronico (web, floppy disk, cd-rom).
Occorre accertarsi sempre che il formato si adatti alle possibilità
individuali di lettura ed elaborazione dei dati.
Qualche semplice esempio:
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Localizzazione di impresa
Una nota catena di grandi magazzini vuole collocare un nuovo punto
vendita in un comune di medie dimensioni. Prima di avviare le procedure
intende accertarsi della dimensione della potenziale clientela e della
compatibilità del progetto con le esigenze del territorio,
nel rispetto delle norme vigenti. A questo fine avrà bisogno
di dati relativi all’andamento demografico locale, che potrà
agevolmente reperire presso l’Istat, e del piano regolatore
comunale, che reperirà presso gli assessorati a ciò
preposti.
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Politiche dei prezzi
Un’industria farmaceutica vuole confrontare i cambiamenti dei
prezzi di vendita dei propri prodotti con quelli della produzione
industriale nel suo complesso, per misurare la propria competitività.
A questo fine utilizzerà la serie dei numeri indice dei prezzi
industriali di fonte Istat e quella relativa ai propri prezzi, che
ottiene dal settore vendite della propria direzione generale.
Come scegliere le fonti
I dati statistici possono provenire da diverse fonti: censimenti, rilevazioni
campionarie, elaborazioni di dati raccolti all’interno di procedimenti
di tipo amministrativo (che chiameremo “dati di fonte amministrativa”).
Ogni fonte presenta aspetti e particolarità da considerare attentamente.
Come organizzare i dati
L’operazione di raccolta dei dati a fini statistici costituisce
soltanto una delle fasi del processo attraverso il quale si cerca di conoscere
nel suo insieme un fenomeno che, a livello individuale, si manifesta in
modo variabile.
I dati individuali rappresentano infatti la materia grezza su cui è
necessario operare per produrre informazioni statistiche. Ottenuti i dati
individuali, occorre intervenire su di essi per mezzo di metodi e strumenti
appropriati, al fine di cogliere la dimensione e l’andamento di
fondo del fenomeno, scoprire se ci sono elementi di regolarità
o effettuare confronti.
A causa della loro variabilità, i dati elementari si presentano
in maniera disordinata e vanno innanzitutto organizzati. In queste pagine
sono esposti i metodi di base che consentono di presentare i dati nelle
forme più efficaci per ottenere informazioni utili.
Come in ogni campo del sapere, anche in statistica si usano vocaboli particolari
per esprimere concetti specifici; è necessario, pertanto, acquisire
innanzitutto familiarità con il linguaggio tecnico.
La parola popolazione (o collettivo) è usata
in statistica con un significato proprio: indica un insieme di elementi,
le unità statistiche, omogenei rispetto a qualche caratteristica
di interesse. Ciò che fa diventare un singolo caso individuale
un’unità statistica è l’assegnazione di un criterio
che permette di stabilire se quel caso fa parte, o no, della popolazione.
Per esempio, uno studente di un liceo scientifico può far parte
di diverse popolazioni, secondo il contesto in cui è osservato:
è un elemento della popolazione degli alunni frequentanti la sua
stessa scuola, fa parte della popolazione dei cittadini residenti a una
certa data in un dato comune, appartiene alla popolazione dei giovani
della sua stessa fascia di età eccetera. Se, però, lo studente
viene osservato nel contesto delle scuole secondarie italiane, dove la
sua presenza concorre a determinare il numero di alunni iscritti in un
dato anno al liceo scientifico, non può più essere considerato
un’unità statistica. In questo caso, infatti, le unità
statistiche sono le singole scuole, dove si rileva una caratteristica
comune, cioè il numero di alunni iscritti in un certo anno.
Come presentare i dati: le tabelle
La tabella è uno schema che consente di presentare i dati in modo
ordinato e sintetico; quindi rende l’informazione statistica rapidamente
leggibile.
La tabella è un'immagine semplificata del fenomeno osservato. Essa
può contenere una distribuzione semplice, doppia, tripla, oppure
più distribuzioni semplici giustapposte. Può contenere anche
risultati di elaborazioni sui dati raccolti: rapporti, differenze, valori
medi eccetera.
La tabella dovrebbe essere chiara e di facile comprensione. Qualche volta,
invece, le tabelle sono complicate e difficili da leggere poiché
raccolgono in poco spazio molte informazioni. Inoltre, i termini utilizzati
sono spesso basati su definizioni minuziose, oppure sono poco chiari.
Come presentare i dati: le rappresentazioni
grafiche
Come analizzare i dati
Scrivere una relazione utilizzando dati
statistici
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