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L’ambiente
L’ambiente è un tema che comprende
fenomeni che possono essere spiegati per mezzo di strumenti che sono
propri di discipline diverse, dalla chimica, alla fisica, alla stessa
economia e sono influenzati da interventi di politica nazionale e locale
oltre che settoriale. Data la trasversalità dei fenomeni in questione,
molte informazioni che sono raccolte per altre finalità (ad esempio,
nell’ambito di indagini rivolte alle imprese o alle famiglie),
possono essere analizzate per spiegare fenomeni ambientali, e quindi
possono avere una rilevanza ambientale. Ciò si verifica sia nel
campo delle statistiche sociali che in quello delle statistiche economiche.
L’Istat, quindi, si sforza di sviluppare a fini di analisi ambientale
la valorizzazione del proprio patrimonio informativo statistico.
Accanto a queste attività di recupero e valorizzazione a fini
ambientali di indagini già esistenti, l'Istat raccoglie direttamente
dati relativi a tematiche ambientali, quali l’ambiente urbano
e le acque potabili gestite attraverso i servizi idrici. Alcune elaborazioni
sui dati ambientali si inseriscono in un ambizioso e complesso progetto
di monitoraggio della qualità ambientale coordinato a livello
comunitario.
L’Istat ha inoltre aggiornato i dati relativi alle statistiche
sulle acque, attraverso il censimento dei gestori dei servizi idrici
Sistema
di indagini sulle acque – anno 1999. Sono raccolti in questo
modo i principali dati relativi alla gestione delle acque (acqua prelevata
dagli acquedotti, acqua immessa in rete, erogata e fatturata agli utenti),
che servono a verificare l’uso dell’acqua potabile, il grado
di attuazione della legislazione vigente e a diffondere le statistiche
sulle acque, richieste attraverso il questionario
Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)
ed Eurostat
(Ufficio di statistica delle Comunità europee).
L’Istat svolge anche funzioni di diffusione dell’informazione
statistica ambientale più rilevante, attraverso la pubblicazione
del volume Statistiche
Ambientali. In capitoli tematici dedicati ai media ambientali e
ai settori economici, si fornisce un quadro dello status quo dell’informazione
statistica dei diversi soggetti che producono informazione statistica
ambientale o a rilevanza ambientale. Il volume esce con cadenza biennale
dal 1984.
Inoltre, conformemente alle linee guida metodologiche sviluppate nell’ambito
degli organismi internazionali (Nazioni Unite, Unione europea, Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo economico) l’Istat elabora un
sistema di “Contabilità integrata ambientale ed economica”,
con il quale il tema dell’integrazione tra economia e ambiente
viene affrontato - in un’ottica di sviluppo sostenibile - all’interno
di un quadro statistico contabile standardizzato, collegato al nucleo
centrale dei conti economici nazionali.
In questo contesto, attraverso i “Conti dei flussi di materia
a livello di intero sistema economico”, viene fornita una rappresentazione
sintetica dei flussi di materia attivati dall’economia nazionale
(Ew-Mfa - Economy-wide material flow accounting), relativamente agli
aspetti quantitativi del fenomeno. Il sistema economico è visto
come un vero e proprio organismo, che trasforma la materia tratta dal
proprio ambiente (la natura) in residui e scarti di vario genere. Lo
scopo di questa trasformazione – la cui compatibilità con
gli equilibri naturali costituisce il cuore stesso del problema della
sostenibilità ecologica – è l’utilizzo dell’energia
e dei materiali per il funzionamento e l’accrescimento del sistema.
L’Istat produce sia conti relativi ad anni specifici, sia indicatori
in serie storica. In particolare, sono al momento disponibili un bilancio
completo per il 1997 e la serie 1980-2001 dei principali indicatori,
inclusi quelli comprendenti la movimentazione di materiali non utilizzati
nell’economia e i flussi indiretti associati al commercio internazionale.
Le pressioni esercitate dal sistema economico sull’ambiente naturale
– di cui la Mfa fornisce un quadro sintetico e comprensivo –
sono descritte in maniera articolata, e ponendo in luce il ruolo specifico
delle varie attività economiche, attraverso la “Namea”
– National accounts matrix including environmental accounts, ovvero:
Matrice
dei conti economici nazionali, integrata con conti ambientali. I
dati relativi alle emissioni dei principali inquinanti atmosferici e
quelli relativi ai prelievi di risorse naturali vergini (vapore endogeno,
combustibili fossili, minerali, biomasse) vengono esaminati in relazione
alle diverse attività umane che li generano (attività
economiche e consumi finali delle famiglie) e confrontati con i dati
economici e sociali delle attività stesse (produzione, valore
aggiunto, consumi intermedi, occupazione, consumi finali delle famiglie).
Le tavole Namea sono disponibili per il periodo 1990-2001.
A fronte delle pressioni ambientali – di cui il sistema di contabilità
ambientale dell’Istat dà conto con la Mfa e la Namea –
il sistema economico pone in essere “risposte” che si sostanziano
in misure intraprese dai vari operatori economici al fine di mitigare
le pressioni in questione o di ripristinare situazioni ambientali deteriorate,
e nelle corrispondenti spese ambientali. Queste spese sono descritte
attraverso il conto “Epea” - Environmental protection expenditure
account, ovvero Conto
delle spese per la protezione dell'ambiente, oltre che con statistiche
coerenti con l’Epea sulle spese per la protezione dell’ambiente
sostenute dalle imprese e dalle amministrazioni pubbliche. Il conto
Epea e il conto “Rumea” - Resource use and management expenditure
account, ossia “Conto delle spese per l’uso e la gestione
delle risorse naturali” - formano insieme il sistema europeo “Seriee”
- Système européen de rassemblement de l'information economique
sur l'environnement, ovvero “Sistema europeo di raccolta dell’informazione
economica sull’ambiente” – fornendo in tal modo un
quadro comprensivo ed esaustivo delle spese ambientali sostenute da
tutti gli operatori dell’economia. Il conto Epea, incentrato sulle
spese per la protezione dell’ambiente, considera le spese per
tutelare l’ambiente sotto il profilo qualitativo, ovvero per difenderlo
da fenomeni di inquinamento e degrado (ad esempio, riduzione delle emissioni
atmosferiche, trattamento e depurazione delle acque reflue, raccolta
trasporto e smaltimento dei rifiuti, protezione della biodiversità
e del paesaggio eccetera); il conto Rumea riguarda invece le spese per
la tutela dello stock quantitativo delle risorse naturali (ad esempio,
risparmio idrico, risparmio energetico, risparmio di materie prime non
energetiche eccetera). Questi conti satellite sono concepiti per registrare
le transazioni economiche per la tutela dell’ambiente in modo
tale da consentire di analizzare la domanda e l’offerta di servizi
di tutela ambientale, nonché di stabilire “su chi”
(imprese, famiglie, amministrazioni pubbliche) e “quanto”
grava, in ultima analisi, il carico finanziario per la tutela dell’ambiente.
L’informazione statistica diffusa dall’Istat è al
momento focalizzata, così come in altri paesi dell’Unione
europea, sulle spese per la protezione dell’ambiente secondo il
conto satellite Epea; le metodologie di costruzione del conto Rumea
non sono infatti ancora del tutto standardizzate in ambito internazionale.
I dati fino a oggi diffusi riguardano le spese delle imprese fino all’anno
2001, le spese delle amministrazioni dello Stato fino all’anno
2002, nonché le spese di alcune amministrazioni regionali. È
anche disponibile, per l’anno 1997, un primo conto Epea relativo
all’intera economia, con riferimento alle spese per la gestione
delle acque reflue e la gestione dei rifiuti, le quali da sole assorbono
gran parte delle spese per la protezione dell'ambiente; una serie storica
aggiornata è in corso di realizzazione.
Le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili nella pagina dedicata
ai dati su: Ambiente
ed energia.
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